Cibo per l’anima: l’edera

D’inverno il bosco potrebbe sembrare avaro, ma è pieno di segreti da scoprire, come i rami di edera, opulenti di bacche che stanno ora maturando e diventando scurissime, quasi nere.

Non sono commestibili, anzi sono tossiche, come tutte le parti della pianta, ma sono di una bellezza selvatica assoluta. Durante l’inverno le bacche di edera sono invece una straordinaria fonte di cibo per l’avifauna selvatica, dimostrando ancora una volta il rapporto di interdipendenza tra specie diverse dell’organismo-bosco.

Nel mio cammino che mi sta portando sempre di più ad apprezzare la straordinaria ricchezza del bosco e a vedere la bellezza nelle piccole cose, il mio sguardo si affina ogni giorno nel trovare le meraviglie della natura selvatica.

Oggi nella nostra passeggiata sotto una pioggerella leggera ho notato una potatura che aveva coinvolto una grossa pianta di edera rampicante. Così ci siamo fermati e ne abbiamo preso qualche ramo da portare a casa, per portare un po’ di inverno dentro le nostre mura.

Io preferisco di gran lunga rami e piante spontanee ai fiori recisi che si comprano dal fiorista, ben più appariscenti ma davvero poco sostenibili, specie per i fiori fuori stagione. Se mi chiedeste di scegliere tra un mazzo di rose e un mazzo di fiori di robinia non avrei alcun dubbio.